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Mina e Celentano, “Le Migliori”: abbiamo ascoltato le canzoni Neomelodiche

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Amami Amami, un inno dedicato all’amore che unisce tradizione e gusto neomelodico .

«Mina e Adriano si sono parlati al telefono e si sono detti “Ma non sarebbe l’ora di fare un altro disco insieme?”. Quindi il progetto è nato molto semplicemente, con spontaneità. Due artisti così importanti ma anche legati tra di loro, che hanno avuto la voglia di tornare insieme a divertirsi e cantare; in questo disco si avverte la gioia di essersi ritrovati.» Così Claudia Mori, seduta accanto a Massimiliano Pani, dà inizio alla presentazione per la stampa del nuovo progetto discografico di Mina e Celentano, dal titolo Le Migliori, che uscirà venerdì 11 novembre. Il CD uscirà in due versioni: nella versione “Deluxe” ci saranno anche le registrazioni fatte con un microfono nascosto nella macchina del caffè dove i due artisti, inconsapevoli, si fermavano a parlare e scherzare durante la preparazione dell’album.

A distanza di 18 anni dal precedente “Mina Celentano”, i due cantanti tornano insieme con un album di inediti, quasi tutti duetti, che conferma e celebra nuovamente il legame di amicizia e grande stima reciproca che li unisce. Dal 21 ottobre è in rotazione radiofonica il singolo che anticipa il disco: Amami Amami, un inno dedicato all’amore che unisce tradizione e gusto neomelodico (con un piccolo richiamo al vecchio pezzo di Celentano “Storia d’amore”) alla contemporaneità dei suoni di oggi. Proprio il giusto mix tra passato e presente caratterizza questo nuovo album che oggi abbiamo ascoltato in anteprima per voi.

“SIAMO LE MIGLIORI”, IL MESSAGGIO DI ADRIANO

Nel 2015 Celentano scrive sul proprio blog un augurio di compleanno a Mina, in cui dice «Lo so, dopo i vent’anni, se c’è una cosa che ci fa incazzare, è quando tutti si affannano a farci gli auguri il giorno del nostro compleanno. Lo fanno apposta. Come dire: “E adesso?”. E adesso è proprio questo che dovrete scoprire… Comunque auguri piccola! Tu ed io siamo LE migliori”.» Ecco quindi che nasce l’idea di dare al nuovo disco un titolo che omaggiasse il legame dei due artisti: Mauro Balletti si ispira proprio a questo messaggio quando crea la copertina e il booklet dell’album, realizzando due “Mine” e due “Celentani” a una sfilata di moda fatta per strada con abiti stravaganti da donna.

LE CANZONI, UN MIX TRA PASSATO E PRESENTE

L’album “Le Migliori” intercetta il pubblico trasversalmente: se da un lato ci sono le grandi ballate intense e malinconiche come “È l’amore” – in cui spicca un’improvvisazione vocale di Mina degna di “The Great Gig in the Sky” dei Pink Floyd – dall’altro si affacciano brani scritti da giovani autori come Gianmarco Marcello, in arte Mondo Marcio, Pietro Paletti e Francesco Gabbani, che danno freschezza al progetto.

In “Se mi ami davvero“, di Mondo Marcio, Celentano improvvisa un’incursione “rap” e a tratti ha perfino la voce modificata dal vocoder. In “Ti lascio amore“, scritta da Toto Cutugno, Mario Culotta e Fabrizio Berlincioni, Mina e Celentano alternano le interpretazioni in modo quasi “tragico”, nel senso poetico del termine. Tra gli autori compaiono anche Fabio Ilaqua, la penna che nel 2016 ha fatto vincere Sanremo Giovani a Francesco Gabbani grazie alla canzone “Amen”, e lo stesso Gabbani che con il pezzo “Il bambino col fucile” ci regala una sorta di brano country-rock contemporaneo dal tiro potente. In “Ma che ci faccio qui” – forse la canzone più caratteristica – brano scritto dal cantautore Pietro Paletti, si passa a un reggae molto particolare, che si sposa a una splendida melodia da tango eseguita al sassofono. Arrivati alla fine del disco, lo schiaffo: una versione techno dello storico brano Prisencolinensinainciusol riarrangiata da Benny Benassi, che chiude l’album con una festa a sorpresa che diverte e ci fa ballare.

LE PROSSIME NOVITÀ

Prima di tutto, due canzoni rimaste fuori dal disco saranno protagoniste di un progetto che uscirà nella primavera prossima. Inoltre, il 12 dicembre ci sarà uno speciale su Raiuno dedicato al ritorno di Mina e Celentano; altri due show andranno in onda dopo Sanremo, nei due sabati successivi alla fine del festival, sempre su Raiuno. Loro saranno presenti sul palco? «Non credo» risponde Claudia Mori. «Ci sarà però un montaggio di diverse perfomance che partono dall’incontro tra i due, ancora in bianco e nero, fino al disco “Mina Celentano”, per approdare all’ultimo progetto», conclude Massimiliano Pani.

LA TRACKLIST COMPLETA

“Amami amami”
“È l’amore”
“Se mi ami davvero”
“Ti lascio amore”
“A un passo da te”
“Non mi ami”
“Ma che ci faccio qui”
“Sono le tre”
“Il bambino col fucile”
“Quando la smetterò”
“Come un diamante nascosto nella neve”
“Prisencolinensinainciusol”

Anna Tatangelo canta “Natale Italiano” Venerdì 11 novembre In tutte le Radio

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La bellissima Anna Tatangelo si prepara all’heavy rotation del suo ultimo brano, che si intitola “Natale Italiano”.

Venerdì 11 novembre potremo ascoltare in tutte le radio il nuovo singolo della cantante Anna Tatangelo, che si intitola “Natale Italiano” e che fa parte della colonna sonora di un film. Un cinepanettone dal titolo “Un Natale al Sud”: pellicola molto importante per la bella compagna di Gigi D’Alessio, perché lei stessa è una delle attrici protagoniste del film.

Anna ha annunciato l’uscita del singolo sul suo profilo social Facebook, seguito da 1.3 milioni di utenti:

“Sono felice di annunciarvi che da venerdì 11 novembre potrete ascoltare in radio “Natale Italiano”, il mio nuovo singolo scritto da @giov_caccamo e @psalamone_kitarraio con l’arrangiamento di @adrianopennino, colonna sonora del film “Un Natale al Sud”, dal 1 dicembre al cinema!
Siamo tutti entusiasti e carichi!!!
E voi… siete pronti?”

Gli autori del pezzo sono Giovanni Caccamo, scoperto dal maestro Franco Battiato, e Placido Salamone.

Tatangelo sexy in “Un Natale al Sud”

Nella pellicola, diretta da Federica Marsicano, Anna sfodera tutta la sua sensualità, in una scena di seduzione girata con Massimo Boldi, protagonista della pellicola. Tra gli altri attori che figurano nel cast ci sono Biagio Izzo, Paolo Conticini, Enzo Salvi, Debora Villa e Barbara Tabita.

La pellicola racconta le vicende di un carabiniere milanese e di un fioraio napoletano che si trovano in vacanza insieme ai loro figli, che si sono innamorati di due ragazze che non hanno mai incontrato. I genitori, a questo punto, organizzano l’incontro ma loro stessi diventeranno i protagonisti della faccenda. Come ogni cinepanettone che si rispetti, tutto si complicherà, creando lo spunto per le gag.

Anna interpreta il ruolo di una blogger e istruttrice di golf molto sensuale. La scena più attesa è ovviamente quella dello spogliarello della Tatangelo, che è già accennato nel trailer del film.

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Tony Ferreri Ft. Raffaella Montuoro… di radio-campania1

Successo Cortodino Torre Annunziata 10 novembre 2016 „Successo per “CortoDino-Premio Dino De Laurentis”“

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Successo Cortodino Torre Annunziata 10 novembre 2016

Magica serata al Cinema Teatro Politeama di Torre Annunziata per l’assegnazione dei premi della sesta edizione di “Cortodino Premio Dino De Laurentiis”. Ospiti della manifestazione Manolo Bolognini, decano dei Produttori italiani, che da questa edizione su invito di Filippo Germano, fondatore e  direttore artistico dell’evento, ha assunto la nomina di “Presidente Onorario di Cortodino”, Pio Luigi Piscicelli, attore di “Braccialetti Rossi” e Lucio Ciotola, versatile attore  di teatro e cinema.

L’evento è stato condotto da Gabriele Blair, accompagnato dalla grazia ed eleganza di tre modelli: la giovanissima  “Miss Campania” Ilaria Librera, Domenico Venti e Nunzia Festino. La giuria del Premio, presieduta dall’attore Ernesto Mahieux,   unitamente alle indicazioni ricevute dai voti della Giuria Popolare ha  decretato i film vincitori 2016 delle tre sezioni:

Premio Cortodino a “Bellissima” del regista toscano Alessandro Capitani. Dieci minuti di immagini interamente ambientate in un bagno per maschi di una discoteca dove una giovane ragazza obesa  si rinchiude disperata per la sua bruttezza. Premio Cortodino Talento Campano al film “Black Comedy” scritto e diretto dal regista sorrentino Luigi Pane, grazie ad una magistrale interpretazione di Fortunato Cerlino (il boss Savastano della fiction Gomorra) e ad un astuto congegno della sceneggiatura che si muove tra realtà e finzione.

Premio Cortodino Miglior film Straniero è andato al regista Yann Renzi di Ginevra, in virtù di una delicata rappresentazione in bianco e nero, fortemente ispirata all’arte di Charlie Chaplin, sull’evoluzione del cinematografo. Il giovane regista è stato premiato dal Senatore della Repubblica Pietro Langella, presente per gran parte dell’evento e che ha espresso parole di elogio per  il giovane autore e per l’organizzazione del premio.

Assegnati inoltre due premi speciali. Premio Cortodino Migliore Regia a “Stella Amore” di Cristina Puccinelli. Uno sguardo sul cinema dal buco della serratura:  il set e il dietro la macchina da presa, insieme al divismo cinico ed esasperato dei protagonisti, visto con gli occhi   innocenti  di una bambina. Premio Cortodino Migliore fotografia a “La terra degli sconfitti” di Maurizio Ravallese”. Il film, che attinge a piene mani, e con ottimi risultati, dalla scuola di Sergio Leone, narra una storia ambientata in Portogallo, nel periodo della dittatura salazarista.

Applauditissimo l’intervento di Pio Luigi Piscicelli, attore di Braccialetti Rossi, che oltre a raccontare la sua straordinaria esperienza nella fiction Rai, all’atto della premiazione ha voluto sul palco l’attore, cantante e musicista, Ignazio Panariello, suo mentore: “Grazie a Ignazio, che mi volle nella sua compagnia teatrale ho mosso i primi passi con la recitazione. Se ho raggiunto questi risultati lo devo a lui”. Premio alla Carriera  a Lucio Ciotola, attore napoletano che ha lavorato in  numerosi film con Massimo Troisi e Nino D’Angelo e fiction televisive. I suoi briosi ringraziamenti al festival e alla città hanno trascinato l’applauso del numeroso pubblico intervenuto al Politeama.

 

 

Nino D’Angelo rimane a piedi con l’auto: la foto impazza sul web

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Nino D’Angelo resta in panne con l’auto e la foto pubblicata sulla sua pagina Facebook fa il giro del web. “Come si può farescrive con ironia il cantante napoletano-: Una macchina con due pieni, di benzina e di gas, mio fratello Ciacione è riuscito a farmi rimanere a piedi… e mi fa anche spingere la macchina… Uaaaaa… e’ incredibileeeeeeeee”.

Molto attivo sui social, Nino D’Angelo è seguito su Facebook da quasi un milione di fans, e i suoi post sono sempre molto apprezzati e condivisi, anche perché riguardano spesso esperienze molto personali e simpatici spaccati di vita familiare.

In questo caso, in tanti si sono rammaricati per non essere riusciti a dare una mano al noto cantante partenopeo, e qualcuno dei suoi numerosi sostenitori ha anche ironizzato sul fatto che alla fine fosse proprio lui, il bravo Nino, a dover spingere la macchina, nonostante il suo fisico non proprio da palestrato. Il post dell’auto in panne è subito diventato uno dei più graditi e condivisi in rete.

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GENNARO CHIANESE – DOVE SEI – VIDEO UFFICIALE di gennarochianese

Gigi D’Alessio fermato da Orlando: no al concerto di capodanno a Palermo

Gian Mattia D'Alberto / lapresse24-01-2016 Milanospettacolo  The Voice of Italynella foto: Gigi D'AlessioGian Mattia D'Alberto  / lapresse24-01-2016 MilanThe Voice of ItalyIn the photo: Gigi D'Alessio

Gian Mattia D’Alberto / lapresse24-01-2016 Milanospettacolo The Voice of Italynella foto: Gigi D’AlessioGian Mattia D’Alberto / lapresse24-01-2016 MilanThe Voice of ItalyIn the photo: Gigi D’Alessio

Leoluca Orlando dice no al Capodanno con Gigi D’Alessio a Palermo. Il classico concerto in piazza dell’ultimo dell’anno sembrava cosa fatta: il sindaco e il cantante ne discutevano da mesi. Cifre e accordi decisi verbalmente oppure via messaggio, ma mai trasferiti nero su bianco. Adesso è saltato tutto e Orlando parla di un equivoco: “Quando Gigi diede la disponibilità, ne fui felice. Ma doveva essere chiaro che non si può prescindere da un bando pubblico. Qualcuno pensa davvero che io possa fare un contratto senza bando?” Stizzita la replica di D’Alessio: “Che gara devi fare? Con chi? Mediaset ce l’abbiamo solo noi. Palermo sarebbe stata il capodanno italiano”.

Le incomprensioni che hanno portato ad annullare la kermesse da 1 milione di euro, con le telecamere di Mediaset pronte a trasmettere l’evento in diretta tv, partono da lontano. I primi contatti tra il cantante napoletano e il sindaco di Palermo risalgono a 6 mesi fa. “Nei primi messaggi in primavera lui era felicissimo – racconta D’Alessio al Corriere della Sera riferendosi ad Orlando – lo ha ridetto ad agosto, durante un mio concerto”. Poi, secondo la versione di Gigi, un altro messaggio: “Guarda che dai tuoi uffici non ho saputo più nulla“. E la risposta del sindaco: “Pensavo fosse già tutto a posto”. Evidentemente non tutto era davvero a posto, perché serviva appunto un bando pubblico. E ora il primo cittadino cerca la via della riappacificazione: “Carissimo Gigi, Sono rammaricato… – scrive in un messaggio –  Spero di avere la possibilità di incontrarti per spiegarti complicazioni e vincoli di chi come ha ruoli istituzionali e opera in terreni minati“. Ma il cantante sta già pensando ad un capodanno alternativo, magari fra i terremotati.

Sanremo Giovani, alcune cose da sapere sui 12 finalisti (tra ex talent e volti noti)

sanremo-giovaniAprile & Mangiaracina, Carola Campagna, Chiara Grispo, Francesco Guasti, La Rua, Lele, Leo Stain, Maldestro, Marianne Mirage, The Shalalalas, Tommaso Pini, Valeria: sono questi i nomi dei 12 finalisti di Sanremo Giovani, scelti dalla Commissione Musicale tra i 61 che erano stati ammessi alle audizioni dal vivo dello scorso 25 ottobre a Roma (oltre ai 60 semifinalisti di Sanremo Giovani c’era anche il vincitore dell’ultima edizione del Festival di Castrocaro, Ethan Lara). A valutare i 61 artisti, oltre al direttore artistico e conduttore del Festival di Sanremo Carlo Conti, anche il giornalista e conduttore radiofonico Gianmaurizio Foderaro, la conduttrice e veejay Carolina Di Domenico, il Maestro Pinuccio Pirazzoli e la dj Ema Stokholma. I 12 finalisti, il prossimo 12 dicembre, parteciperanno a “Sarà Sanremo”, la prima serata di Rai1 condotta da Carlo Conti in diretta da Villa Ormond (a Sanremo) a partire dalle 21.15: i 12 cantanti si esibiranno con le rispettive canzoni e la Commissione Musicale selezionerà i 6 che parteciperanno al Festival di Sanremo 2017 in gara tra le “Nuove Proposte”. Durante la diretta del 12 dicembre saranno annunciati anche i nomi dei 2 provenienti da Area Sanremo tra gli 8 vincitori che verranno scelti la prossima settimana dal listone di 70 finalisti del concorso: i 2 artisti, scelti dalla Commissione RAI, andranno a completare – insieme ai 6 vincitori di Sanremo Giovani – la rosa degli 8 concorrenti in gara tra le “Nuove Proposte” del Festival di Sanremo 2017. E sempre durante la trasmissione Carlo Conti annuncerà i nomi dei 20 artisti in gara nella categoria “Campioni”. In attesa di scoprire chi di loro parteciperà effettivamente al Festival, conosciamo più da vicino i 12 finalisti di Sanremo Giovani.
(di Mattia Marzi)

Aprile & Mangiaracina – “Il cielo di Napoli”:
Il duo è composto dalla cantante Silvia Aprile (napoletana classe 1987) e da Sade Mangiaracina (originaria di Castelvetrano, in provincia di Trapani, classe 1986). Il nome di Silvia Aprile non è sconosciuto al pubblico: ex concorrente di X Factor (fu tra i concorrenti della primissima edizione del talent, nel 2008, quando ancora militava nei palinsesti Rai), ha partecipato al Festival di Sanremo già nel 2009, in gara nella sezione “Proposte” con “Un desiderio arriverà”, canzone scritta da Pino Daniele. Nella serata dei duetti, Silvia Aprile si è esibita accompagnata proprio dal cantautore partenopeo. Poco tempo dopo la partecipazione a Sanremo con “Un desiderio arriverà” (brano che ha dato anche il titolo al suo primo disco), Silvia è entrata a far parte del cast del programma di Fiorello, “Edicola Fiore”, del quale fa parte tutt’oggi. Sade Mangiaracina è una pianista che, dopo aver studiato per diversi anni pianoforte classico, si è specializzata in pianoforte jazz: nel corso della sua carriera fino ad oggi ha avuto modo di collaborare con Simona Molinari e Fabrizio Bosso, aprendo anche i concerti italiani di Dionne Warwick. Anche Sade Mangiaracina ha già calcato il palco dell’Ariston: nel 2015 ha accompagnato al pianoforte Amara, cantante in gara nella categoria “Nuove proposte” con “Credo”. La canzone di Aprile & Mangiaracina si intitola “Il cielo di Napoli” ed è un pezzo pianistico dedicato alla città che ha dato i natali alla cantante.

Carola Campagna – “Prima che arrivi il giorno”:
Carola Campagna ha 19 anni ed è originaria di Triuggio, in provincia di Monza e Brianza. La cantante ha alle sue spalle già un disco (un EP, per essere più precisi, uscito nel 2013 per Rusty Records) e la partecipazione ad un talent show, The Voice. Carola ha partecipato al talent di Rai2 nel 2015, in gara nel team di J-Ax, classificandosi al terzo posto in finale. “Prima che arrivi il giorno“, la canzone con cui è in gara a Sanremo Giovani, è un pezzo dalle sonorità vagamente elettroniche che parla di una delusione: “Non so più chi sei, togliti dai miei pensieri offesi / da tutte le risposte vuote che mi dai”, canta Carola in una strofa del pezzo.

Chiara Grispo – “Niente è impossibile”:
Dopo essere stata scartata da Mika agli home visit di X Factor, nel 2013, Chiara Grispo ha aperto un proprio canale YouTube dove ha cominciato a pubblicare cover di canzoni come “When I was your man” di Bruno Mars e “Price tag” di Jessie J. Nel 2015, a 18 anni, è entrata nella scuola di Amici, partecipando anche al serale della quindicesima edizione del talent in gara nella squadra blu di J-Ax e Nek. Dopo la partecipazione ad Amici, la cantante di Noventa Vicentina (in provincia di Vicenza) ha firmato un contratto discografico con Baraonda, che ha pubblicato il suo primo disco, “Blind”. Sempre dopo Amici, l’estate scorsa Chiara Grispo ha aperto i concerti dei Modà allo Stadio San Siro di Milano. “Niente impossibile” è una canzone ritmata che sembra parlare della cantante e della sua generazione: “Arrivo un po’ per caso in un modo dorato a cui non ho voluto dire no / la mia generazione ha fame di occasioni che questo tempo non gli dà / muove le sue ali cercando i suoi ideali e la sua libertà”, recitano alcuni versi del testo.

Francesco Guasti – “Universo”:
Francesco Guasti era riuscito ad accedere alla rosa dei 12 finalisti di Sanremo Giovani già lo scorso anno, ma era stato eliminato proprio durante la prima serata di Rai1. Nato a Prato nel 1982, Guasti ha partecipato a The Voice nel 2013, in gara nella squadra di Piero Pelù: il frontman dei Litfiba ha prodotto anche l’album d’esordio di Francesco Guasti, “Parallele”, uscito nel 2015. “Universo” è una canzone introspettiva, pianistica nelle strofe e sporcata di elettronica nel ritornello, il cui testo vede Guasti parlare in prima persona: “Con la musica canto speranze, il futuro è di chi se lo prende/oggi ho messo un paio di scarpe e sono andato incontro al mio presente”.

La Rua – “Tutta la vita questa vita”:
Anche i La Rua, come Chiara Grispo, sono reduci dalla partecipazione ad Amici 15. La band di Daniele Incicco, originaria di San Benedetto del Tronto (Ascoli Piceno, nelle Marche), ha gareggiato nella squadra bianca, capitanata da Emma ed Elisa e dopo la partecipazione al talent ha pubblicato l’album “Sotto effetto di felicità” per Universal. Il brano presentato dal gruppo si intitola “Tutta la vita questa vita“, è stato scritto dal frontman Daniele Incicco insieme a Dario Faini e a livello di sonorità presenta le sonorità indie-folk-rock care ai La Rua.

Lele – “Ora mai”:
Lele Esposito è un altro reduce di Amici 15, proprio come Chiara Grispo e i La Rua. Lele, che ha 19 anni ed è originario di Pollena Trocchia (in provincia di Napoli) si è classificato al terzo posto nella finale del talent, appena dietro Sergio Sylvestre (il vincitore) ed Elodie Di Patrizi (seconda classificata). Dopo la partecipazione ad Amici, il cantautore ha pubblicato per Sony l’album “Costruire”, realizzato con la collaborazione di Andrea Rigonat, già chitarrista di Elisa. La sua canzone si intitola “Ora mai” e mischia tra loro sonorità classiche ed altre più elettroniche.

Leo Stain – “Ciò che resta”:
Dietro al nome d’arte di Leo Stain si nasconde il nome del 22enne cantautore barese Leonardo Lamacchia. Poche le notizie che si hanno di lui: nel 2013 ha pubblicato un EP con alcune sue composizioni, tra cui “Tu rimani”. La canzone presentata a Sanremo Giovani si intitola “Ciò che resta“, presenta una scrittura intimista e malinconica (“C’è solo un posto, se ti va puoi salire / facciamo un giro, non so bene dove / Hai lasciato le tue scarpe colorate nell’ingresso / sono accanto alle mie scuse”, recitano i primi versi del brano) e sonorità orchestrali (al pianoforte, che inizialmente accompagna il canto di Leo Stain, si aggiungono poi gli archi).

Maldestro – “Canzone per Federica”:
31enne cantautore originario di Napoli, vero nome Antonio Prestieri, nel corso della sua carriera fino ad oggi ha vinto diversi premi musicali (tra questi anche il Premio Ciampi e il Premio De André) ed è stato anche finalista di Musicultura. Il suo primo album si intitola “Non trovo le parole” ed è uscito nel 2015: lo scorso anno, Maldestro si è esibito sul palco del concerto del Primo Maggio di Roma. La sua “Canzone per Federica” (da lui stesso scritta) è una canzone che sembra quasi una dedica di un padre a una figlia: “Sarà il silenzio di un padre a farti amare un bambino/sarà il tuo libero arbitrio a incasinarti l’umore”, recitano alcuni versi della canzone. E ancora: “Sarà un tiro di erba a farti stare una merda/quando ti scoppia la testa e vuoi lasciare la festa/ma tu cammina…”.

Marianne Mirage – “Le canzoni fanno male”:
Vero nome Giovanna Gardelli, Marianne Mirage ha 25 anni e ha fatto il suo debutto ufficiale nel 2014 con il singolo “Come quando fuori piove”. All’inizio del 2016, la cantautrice ha pubblicato per Sugar l’album “Quelli come me” e la scorsa estate è stata tra i concorrenti del Coca-Cola Summer Festival, in gara tra i “giovani”. La canzone presentata a Sanremo Giovani si intitola “Le canzoni fanno male” ed è stata scritta da Francesco Bianconi dei Baustelle insieme a Giuseppe Rinaldi: si tratta di un brano dalle sonorità vagamente retrò, in pieno stile Bianconi, con un ritornello ritmato e orecchiabile.

The Shalalalas – “Difficile”:
Duo romano composto da Sara Cecchetto e da Alex “Boss” Hare. Gli Shalalalas hanno alle spalle la pubblicazione di un EP (“The fucking Shalalalas”, uscito nel 2013), un album (“There are 3 las in Shalalalas”) e un tour che li ha portati ad esibirsi anche all’estero, facendo tappa pure al Primavera Sound Festival di Barcellona. La loro “A week” è stata scelta come sigla della fiction di Rai1 “L’allieva”, con protagonista Alessandra Mastronardi: altre canzoni del duo sono presenti nelle varie puntate della serie. Il brano con cui provano a partecipare al Festival è “Difficile“, una canzone che dura appena 2 minuti e 20 secondi, caratterizzata da una melodia orecchiabile, fischiettabile e semplice.

Tommaso Pini – “Cose che danno ansia”:
Anche Tommaso Pini, così come Carola Campagna e Francesco Guasti, è un ex concorrente di The Voice: il cantante, fiorentino classe 1989, prese parte al talent show nel 2014, gareggiando nella squadra di Raffaella Carrà e classificandosi al terzo posto in finale. La canzone presentata a Sanremo Giovani si intitola “Cose che danno ansia” ed è un pezzo dall’arrangiamento elettronico, con un loop in sottofondo che accompagna la voce di Tommaso Pini dall’inizio alla fine.

Valeria – “La vita è un’illusione”:
Valeria è Valeria Romitelli, sorella di Piero, ex membro del duo dei Pquadro e oggi autore al servizio di – tra gli altri – Marco Mengoni, Zero Assoluto, Dear Jack. Valeria e Piero avevano già provato a partecipare al Festival, tra le “Nuove Proposte”, lo scorso anno: furono tra i 12 finalisti di Sanremo Giovani, ma – come Francesco Guasti – vennero scartati durante la diretta di Rai1. Quest’anno, Valeria (che qualche anno fa partecipò anche ad Amici) ci riprova da sola, ma in qualche modo ad accompagnarla c’è di nuovo suo fratello: Piero Romitelli, infatti, è autore della canzone presentata dalla cantante, “La vita è un’illusione“, un mix di sonorità pop ed altre più soul, retrò e r&b.

Don Antonio Polese, il boss delle cerimonie in rianimazione. «Ma ha passato una notte serena»

Don Antonio Polese, in arte il boss delle Cerimonie, è stato ricoverato in seguito ad un grave scompenso cardiaco presso l’Ospedale San Leonardo di Castellammare di Stabia lo scorso sabato. Il proprietario de “La Sonrisa”, scenario di vistosi matrimoni e location per il programma di Real Time, dopo il ricovero in codice rosso avrebbe subito un peggioramento delle condizioni di salute tale da farlo trasferire nel reparto di rianimazione, come riporta Lo Strillone.

Intanto i suoi sostenitori e fan sono vicinissimi alla famiglia, in molti hanno fatto personalmente visita all’ospedale in cerca di rassicurazioni e un amico dei Polese ha detto di aver trovato il boss che fa “passi avanti, pian pianino”. Altre fonti vicine alla famiglia dicono che il boss abbia trascorso una notte serena. Non si può che rivolgergli un augurio “Per cento anni e sempre con buona salute”.

EMILIANA CANTONE – Il giorno più bello foto e video

Tantissimi auguri alla bellissima Emiliana Cantone e la sua metá Enzo che ieri hanno incoronato il loro sogno d’amore … 29/10/16

scopriamo come emiliana ha vissuto questo periodo di preparazione?

In tutto questo tempo non ci avevo mai pensato, sembrava che Ottobre non arrivasse mai.
Adesso mi ritrovo con il lavoro che si è incrementato. La tensione lavorativa si mescola e contrasta con le emozioni della preparazione del matrimonio.
È normale che, nella situazione in cui mi trovo, sono maggiormente stressata e in ansia. Purtroppo devo ricoprire io entrambi i ruoli perché ci sono cose che non si possono delegare.
Stress del lavoro e stress fisico e mentale per il mio passo importante.
I preparativi procedono a step perché devo dare priorità agli impegni lavorativi che non si possono rimandare, sono da rispettare assolutamente.
Per il matrimonio su alcune cose mi sono anticipata, su altre sono inevitabilmente a zero.

Se potessi scegliere una colonna sonora per descrivere questo periodo che stai vivendo, quale sarebbe?
Secondo me? “Andiamo a comandare” di Fabio Rovazzi. Non riesco ad immaginare altra canzone se non questa perché mi ritrovo, ad oggi, che per portare a termine ogni cosa mi devo imporre di essere determinata. Sapevo che sarebbe andata a finire così quando ho scelto questo periodo per il matrimonio. È un anno impegnativo per me sotto molti punti di vista. Un anno saliente perché ha rappresentato l’anno delle scelte.
È un periodo confusionale, vivo un vero e proprio sdoppiamento della personalità. Alle volte dimentico di scindere le cose. Magari sono al lavoro e mi chiedono del matrimonio e di quando mi sposerò, o magari sto organizzando per il matrimonio e, conoscendomi come cantante, inevitabilmente mi chiedono del lavoro.
Avrei potuto evitare almeno quest’altro momento impegnativo ed emozionante, però mi sono detta che è un anno da incorniciare, lo vedo positivo, quindi …facciamola quest’insalatona di emozioni!

Se volessi dedicare una canzone ad Enzo, il tuo promesso sposo, quale dedicheresti?
Alla promessa di matrimonio gli dedicai “Dint all’anema”. È una delle canzoni più semplici, dirette e pure nel suo significato.
Per quanto si usi fare così e per quanto Enzo ne sia convinto, non ci sarà nessuna canzone per il matrimonio. Lo vedo assai scontato. Nel disco nuovo già molte canzoni sono dedicate a lui. Quando hai una persona accanto che ami, a cui sei legata profondamente, è inevitabile che ogni tua canzone d’amore riconduca il pensiero a lui.

Da quanto tempo dura la vostra storia d’amore?
È più di 4 anni. È stato un sentimento che si è evoluto, si è fortificato ed ancora cresce, ed è per questo che abbiamo deciso per fare questo passo. Era arrivato il momento. L’età c’è e, quando si parla del mio lavoro, ci sono delle cose che vanno programmate …la famiglia, un figlio. Ho voluto fare un cambio radicale della mia vita.

In famiglia com’è vissuto questo momento?
In famiglia sono tutti assolutamente stressati, come me!

Come vedi la tua vita artistica dopo il matrimonio? La vedi cambiata dal momento che sarai anche una donna che dovrà dedicare il suo tempo e le sue attenzioni alla famiglia?
Ci ho pensato e sotto molti aspetti mi vedo abbastanza incosciente. Ho sempre fatto la figlia di famiglia e non mi hanno fatto mai mancare nulla. Credo inoltre che il matrimonio sia un sodalizio e che il mio compagno con me sposi anche la mia vita artistica. Ho chiesto collaborazione per questo e, fortunatamente, facendo lui parte del mio staff manageriale, saremo uniti anche nel lavoro.
Non so cucinare, non so fare lavatrici, non so stirare ma, siccome adoro mangiare, è normale che …dovrò impegnarmi per forza!

I tempi per i preparativi sono ristretti, prima o poi dovrai fermarti a rivedere gli ultimi particolari.
Ho scelto il periodo autunnale, per il mio matrimonio, proprio per essere più libera, per concentrarmi e mettere a fuoco ciò che sta accadendo. Ti sposi, vai in viaggio di nozze per estraniarti dal mondo …dopo ci sarà un crollo psicologico del tipo “Madonna mia, che ho fatto?”. Sarà un momento personale che voglio dedicare solo a noi.
Poi si ricomincerà inevitabilmente. Dovrò riprendere con i miei impegni di lavoro, al quale ho sempre dato la priorità, e con situazioni di lavoro e nuove proposte che dovrò vagliare.

Quale sarà il tuo fiore?
A me piace molto la peonia, purtroppo non è un fiore di stagione. Per tale ragione il fioraio per me è un punto interrogativo, non ho, infatti, ancora stabilito le decorazioni.
Fondamentalmente a me piacciono i fiori semplici ma pomposi, ortensie, ranuncoli, rose …

Quale sarà il tuo colore?
Sarà il bianco e le nuance pastello  …rosa quarzo, cipria. Mi mantengo su una linea candida ed elegante. Andando incontro all’autunno avrei potuto osare orientandomi verso qualcosa di particolare in termini di fiori, colori e allestimenti, ma ho preferito qualcosa di molto sobrio, romantico, un po’ shabby chic. Mi sono affidata ad una wedding planner, ma per alcune cose è inevitabile non metter bocca quindi, quando ho potuto, non ho delegato per poter scegliere cosa ritenevo fosse meglio per me.

Hai scelto il vestito? Come lo definiresti?
Il vestito era la cosa alla quale, sin dall’inizio, avrei preferito dedicarmi in ultimo dal momento che sono una persona molto indecisa. Così non è stato. È stata la prima cosa che ho scelto, diversamente da quanto mi aspettassi. Posso dire che è vero quando una sposa ti dice: <<non era il vestito che volevo. È tutt’altro, non mi rappresenta.>> È stato, per così dire, un amore a prima vista. È un vestito poco semplice e molto d’impatto, mi fa sentire sposa. Come faccio con il pubblico, l’ho immaginato come il vestito di un concerto. Di conseguenza mi sono affidata molto alle emozioni delle persone che mi hanno accompagnata. Quindi se non vi piacerà …è anche per colpa loro!!

In occasioni di festa importanti come quella di un matrimonio, nel nostro ambiente musicale è usanza, da parte dei colleghi, “omaggiare” i festeggiati con la propria presenza nonché con una propria performance. Cosa prevedi per il tuo matrimonio?
Il matrimonio per me è un momento intimo da vivere con le persone che amo e con le quali condivido la mia vita. Non vorrei dare spettacolo del mio matrimonio. Il mio ricevimento sarà privatissimo. Ovviamente ci saranno inviti formali, soprattutto per le persone che hanno lavorato con me o per me. La sera ci sarà, invece, un wedding party per il quale gli inviti verranno estesi ad alcuni amici che frequento nel privato e artisti con i quali ho duettato.
Magari potrò sembrare presuntuosa e qualcuno potrà rimanerci male non vedendo arrivare il mio invito, ma penso di voler vivere questo mio intimo momento con le persone con le quali, quantomeno, ci sia stima e bene reciproco. È difficile perché sono in buoni rapporti con tutti e forse proprio per questo ho scelto così. Credo di voler condividere questo giorno con coloro con cui condivido la vita anche lontano dal microfono, persone con le quali ho anche un rapporto d’amicizia e d’affetto. Non credo quindi di voler fare degli artisti la colonna del mio matrimonio, né obbligarli a venire. Quelli che verranno sono stati invitati come amici e non per esibirsi. Se poi si creerà una situazione come alla mia festa di fidanzamento, ben venga.

Quale sarà la data?
Il 29 Ottobre presso la Chiesa di Capodimonte. La Basilica è un luogo pubblico ed ha un ampio spazio quindi, per tutti coloro che volessero venire ad omaggiarmi alla cerimonia, sarei contenta di accogliere i loro auguri.
Tornata dal viaggio vedrò di festeggiare con i miei fan che si meritano questo mio ringraziamento.

Figli?
Mi sposo anche per questo, per creare una famiglia. Dal momento che il mio lavoro mi ha abituata a programmare tutto, dovrò necessariamente programmare anche la gravidanza.
O lavoro per il disco o lavoro per la gravidanza. In ogni caso sarà un figlio e quindi un impegno che prenderà tutte le mie energie e il mio tempo.

Ci lasci un commento finale?
Un ringraziamento speciale è per i miei fan perché se ho deciso di sposarmi è anche perché mi sento molto appagata lavorativamente, ed è grazie a loro.
Quest’anno è stata una vera e propria esplosione di emozioni ed eventi. Un anno fortunato, appagante, ricco di avvenimenti artistici …e credo seriamente di dedicargli un nuovo tatuaggio. Tante sono state le soddisfazioni, come il duetto con Gianluca Capozzi o il cammeo in un film che uscirà presto nelle sale italiane. Tante altre ne verranno perché ci sono progetti che sono in fase di valutazione.
Ho voluto aggiungere una ciliegina sulla torta come a volerlo immortalare ed ho deciso di coronare anche il mio sogno d’amore.

Lucariello: “Grazie a ‘Gomorra’ il gangsta rap parla napoletano”

lucariello_rapper-k47-1280x960produzione“Grazie a ‘Gomorra‘ in Italiail gangsta rap parla napoletano, con la diffusione all’estero della serie mi sono arrivati feedback un po’ da ogni dove, dagli Stati Uniti a Israele”. Parola di Lucariello, ‘veterano’ fra i rapper napoletani con i suoi 39 anni e la sua storia musicale che lo ha portato dai centri sociali dove suonava a 16 anni alla crew Clan Vesuvio fondata a 19 anni, dall’intensa collaborazione con gli Almamegretta, dal 2003 al 2008, alla realizzazione da solista di ‘Cappotto di legno‘, su e per Roberto Saviano.Per la serie tv ‘Gomorra’, Lucariello con il collega ‘Nto ha realizzato ‘Nuje Vulimme ‘na Speranza’, il tema su cui scorrono i titoli di coda delle puntate, diventato vero tormentone tra i fan della fiction. Il lato musicale dell’avventura televisiva è raccontato nel doc ‘Gomorrah Sound’ di Beppe Tufarulo (TapeLessFilm), un documentario che proprio in questi giorni è approdato su Red Bull Tv, la piattaforma digitale di intrattenimento con programmi disponibili ovunque e in qualsiasi momento fra eventi live, prodotti on demand, e filmati ‘best of’. Nel doc le testimonianze dirette degli artisti che hanno partecipato alla colonna sonora: Lucariello appunto e i suoi colleghi rapper Luchè, Enzo Dog e ‘Nto, il produttore D-Ross, il gruppo post rock Mokadelic, lo storico cantante neomelodico, ma non solo, Franco Ricciardi insieme ai più giovani Alessio e Ivan Granatino. Un’avventura che per Lucariello è iniziata a un lungo tavolo, fianco a fianco con il regista Stefano Sollima, che ‘Gomorra’ l’ha firmato: “Eravamo insieme in una giuria -racconta Lucariello all’Adnkronos- lui non aveva ancora iniziato le riprese, io sostenevo che in quel tipo di narrazione ci sarebbe stato spazio anche per il rap”.”Il rap per raccontare, per contrastare la camorra abbiamo cominciato a usarlo a fine anni ’90 inizio anni 2000, prima cioè di Gomorra libro, film e serie tv, parlando necessariamente di violenza (tratto distintivo del gangsta rap, ndr) e nel 2007 feci ‘Cappotto di legno’ sulla vicenda di Roberto Saviano in un momento in cui non era ancora un personaggio televisivo e aveva bisogno di visibilità”. Il brano racconta l’ipotetico assassinio di Saviano dal punto di vista del killer, con anche i campionamenti della voce di Nicola Schiavone, padre del Boss Francesco Schiavone detto sandokan, che definisce lo scrittore “un pagliaccio, un buffone”. “Il successo della serie ha reso credibile, anche al di fuori di Napoli, anche fra chi non ama il rap, la nostra musica come mezzo per raccontare la strada, la criminalità, la violenza. L’uso della lingua, del napoletano, è diventato un marchio, positivo. Si è aperto un canale -prosegue Lucariello- quello che facevamo è stato capito. E’ così, ad esempio, che è nata la collaborazione (nel 2015 per ‘Pablo Escobar’ e ‘Vittoria’) con Fabri Fibra:

dopo ‘Gomorra’ lui aveva capito cosa facevo”. Nella serie tv, come nelle strade di Napoli, i ritmi sincopati dei rapper si accavallano alle strofe dei neomelodici e fra i due fronti musicali c’è meno distanza di quanto si possa pensare: “Sono musiche molto lontane ma spesso raccontiamo storie simili e poi ci sono autori come Ricciardi che hanno creato un ponte fra le due realtà musicali fra la melodia mediterranea e la musica urbana”.

Neomelodici e rapper, da poco e grazie proprio a ‘Gomorra’, condividono anche qualcos’altro: le cronache sono piene di vicende di cantanti neomelodici amatissimi dagli uomini dei clan e chiamati per questo a suonare a matrimoni, compleanni, battesimi, comunioni. Lo stesso è successo, dopo ‘Gomorra’, ai rapper partenopei? Alla domanda Lucariello risponde che “dal punto di vista del mercato, del guadagno, anche io in generale non disdegno di suonare per delle feste. Non credo che per un matrimonio un rapper sia adatto ma per un compleanno ci sta”. Ci sta? “Ci sta, ci sta”, conclude Lucariello. I musicisti di ‘Gomorrah sound’ sono stati ripresi per buona parte del doc a Scampia,sullo sfondo e nei cortili delle Vele, già una delle location di ‘Gomorra’: “Abbiamo girato prima dell’estate, tra aprile, maggio e giugno. Ormai Le Vele sono un vero e proprio set a cielo aperto, tutti sono abituatissimi a macchine da ripresa e telecamere, curiosi e partecipi -racconta il regista Beppe Tufarulo- del resto ci siamo andati con degli artisti che quei posti li conoscono e che in quei posti sono conosciuti. Abbiamo girato anche in un minuscolo studio di registrazione realizzato alle Vele da ragazzini di 14 anni”. Il doc, sintetizza il regista, “si apre con un ‘riassunto’ della musica napoletana pensato per gli stranieri, poi coinvolge gli artisti della colonna sonora di ‘Gomorra’ e solo quelli. Di fatto traccia un ritratto della musica partenopea oggi fra neomelodici e rap, con il gruppo romano dei Mokadelic, che ha realizzato tanta parte della colonna sonora, a fare da contraltare fra post-rock e neo-psichedelia”.